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Alla vigilia di Natale, al termine del girone d’andata, facciamo il punto del percorso dei #neroverdi con mister De Forni: un bilancio lucido, senza alibi, tra difficoltà affrontate, consapevolezze acquisite e lo sguardo già rivolto al girone di ritorno.

1️⃣ Mister, è arrivato a stagione già iniziata, in un momento delicato. Guardando al girone d’andata appena concluso: se dovesse scegliere una partita che rappresenta davvero il “prima” e il “dopo” del suo arrivo, quale sarebbe e perché?

Direi che la prima partita, l’esordio perso 3-0 con il Grezzana, è significativa per capire il momento che stavano vivendo i ragazzi. Se consideriamo che due dei tre gol sono stati autogol, era evidente che il periodo fosse complicato sotto tanti aspetti.

La partita che rappresenta il “dopo”, invece, è Cazzano. Una gara maschia, vinta solo da noi e dal Sovizzo, su un campo difficile, dove è emerso lo spirito che deve rappresentarci. Spesso ci facciamo fuorviare dall’idea di dover giocare per forza bene, ma ai nostri livelli, nelle prime squadre, conta il risultato. Inutile girarci intorno.

2️⃣ Cinque vittorie, tre sconfitte, un pareggio e un nono posto in classifica, ma con distacchi ridottissimi dalle prime: numeri che, dal suo arrivo, raccontano un percorso tutt’altro che banale. Tra vittorie pesanti come quella contro il Colognola e bocconi amari come la sconfitta con l’Union Torri, qual è la partita che le ha fatto capire davvero a che punto è questa squadra — e su cosa deve ancora crescere?

Direi la partita di domenica contro la Virtus. Ci eravamo posti un obiettivo chiaro: arrivare a 25 punti a fine andata. Un obiettivo fallito, e lo dico senza retorica, per colpa nostra.

Nel primo tempo abbiamo dominato in lungo e in largo, creando almeno quattro o cinque occasioni da gol, con anche un rigore clamoroso non assegnato — abbiamo le immagini di Sport Montecchio — ma ci è mancata la cattiveria e la fame di segnare.

Nel secondo tempo, alla prima occasione, abbiamo subito gol: ci sta. La prima regola del calcio è semplice, chi sbaglia paga. Ma lì non siamo stati bravi né uniti: ci siamo disuniti, innervositi. Al di là degli errori arbitrali, che sarebbero solo alibi, non siamo più stati squadra. La stessa cosa è successa a Torri, quindi è evidente che ci sia un problema.

3️⃣ Ora che la squadra ha assimilato le sue idee e il gruppo la conosce meglio: nel girone di ritorno cosa non vuole più vedere e, al contrario, cosa pretende diventi un marchio di fabbrica di questa squadra?

Dobbiamo crescere ancora in mentalità e personalità, perché non siamo inferiori a nessuno: ne sono sicuro e convinto. È proprio questo l’aspetto su cui voglio insistere di più.

La squadra sa che il proprio destino dipende solo da noi. Nel girone di ritorno non voglio più vedere disunione o nervosismo nei momenti di difficoltà: dobbiamo restare squadra sempre.

In questa pausa spero di recuperare tutti i tanti infortunati e di partire forte, a bomba, nel girone di ritorno.

Colgo l’occasione per augurare a tutti un sereno Natale e un felice 2026.
Orgoglioso e fiero ⚫🟢