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Dopo una carriera vissuta sul campo, per Ciro Aliberti inizia una nuova sfida in panchina. Il nuovo vice allenatore del GS San Pietro racconta cosa lo ha convinto ad abbracciare il progetto neroverde e quale contributo vuole portare alla squadra💪

1️⃣ Fino a pochi mesi fa eri in campo, oggi sei dall’altra parte. Qual è il vantaggio più grande che pensi di poter offrire ai ragazzi proprio perché hai vissuto lo spogliatoio da calciatore fino a ieri?

Ho vissuto il campo per 25 anni, dalla Serie B alla Prima Categoria. Nel mio percorso ho attraversato un po’ tutte le situazioni che possono capitare a un calciatore, dalle più belle alle più difficili.
Il contributo che sono certo di poter portare è la mia capacità di leggere le persone, dando il giusto valore a ognuno, ascoltando e condividendo ciò che provano. Tutti avranno il mio supporto, indipendentemente da chi gioca sempre o da chi gioca meno, dal più giovane al più esperto.

2️⃣ Questa sarà la tua prima esperienza da vice allenatore. Cosa hai visto nel GS San Pietro da convincerti che fosse il progetto giusto da cui iniziare questo nuovo percorso?

Nel GS San Pietro ho avuto il piacere di conoscere il presidente già qualche anno fa, quando mi voleva come giocatore per questi colori. Già allora mi aveva fatto un’ottima impressione.
Per iniziare questa nuova esperienza credo sia l’ambiente giusto, dove poter canalizzare e investire tutta la mia energia e il mio desiderio di crescita. Che ci sia un clima disteso e collaborativo l’ho percepito fin dal primo allenamento del 9 luglio, quando ho trovato ben 17 ragazzi presenti ancora prima dell’orario previsto.

3️⃣ Entri in uno staff guidato da un allenatore con idee molto chiare. In che modo vuoi ritagliarti uno spazio e diventare un valore aggiunto per mister De Forni e per tutta la squadra?

Entro nello staff di una persona vera. Quello che mi ha fatto innamorare subito del mister è che, prima di tutto, viene l’uomo e poi tutto il resto.
Ho scelto di affiancare De Forni proprio per quello che mi ha trasmesso nei tre mesi in cui è stato il mio allenatore. Il confronto è sempre costruttivo, soprattutto quando si ha la possibilità di condividerlo con chi ha esperienze e punti di vista diversi.
Io sarò un supporto per il mister, perché anche lui è un uomo. Sono sicuro che insieme riusciremo sempre a trovare la scelta giusta.